Premi di produttività 2026: i dati e cosa fare in una PMI
Al 15 ottobre 2026 i contratti attivi sui premi di produttività sono 18.951, ma solo il 10% è al Sud. I dati del Ministero e cosa serve a una PMI.
I premi di produttività, detti anche premi di risultato, sono somme variabili che un datore di lavoro del settore privato paga ai dipendenti quando raggiunge incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione misurabili e verificabili, previsti da un contratto aziendale o territoriale. Con una notizia del 21 ottobre 2026 il Ministero del Lavoro ha presentato il report di monitoraggio sul deposito dei contratti, con i dati al 15 ottobre 2026: 18.951 contratti attivi e 5.015.819 lavoratori beneficiari indicati nei depositi.
Il tema conta per le PMI perché per il 2026 e il 2027 il trattamento fiscale è molto favorevole. La legge di bilancio 2026 aveva ridotto all’1% l’imposta sostitutiva per i premi erogati nel 2026 e nel 2027, entro 5.000 euro lordi. Quel comma è stato poi abrogato dal nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, il D.Lgs. 117/2026: oggi la regola vigente è nel comma 10 dell’articolo 228 del Testo unico. Lo sconto fiscale vale solo se il premio è legato a obiettivi misurabili e verificabili, scritti in un contratto aziendale o territoriale.
Premi di produttività: cosa dicono i dati al 15 ottobre 2026
Dal report del Ministero:
- 18.951 contratti attivi, cioè con un periodo di validità che comprende ottobre 2026: 16.098 aziendali e 2.853 territoriali;
- 5.015.819 lavoratori beneficiari indicati nei depositi, contro i 4.827.721 della rilevazione del 15 settembre secondo la notizia del Ministero;
- fra i contratti attivi, 15.609 hanno obiettivi di produttività, 12.131 di redditività, 10.026 di qualità; 12.549 prevedono misure di welfare aziendale e 1.822 un piano di partecipazione;
- premio medio annuo di 1.757,97 euro: 1.909,07 euro nei contratti aziendali e 1.031,34 euro in quelli territoriali;
- il 47% dei contratti attivi è di aziende con meno di 50 dipendenti.
Il dato che colpisce è la geografia. Dei contratti attivi, il 73% è depositato al Nord, il 17% al Centro e il 10% al Sud e nelle Isole. La sola Lombardia ne conta 5.335, la Puglia 306.
Perché per una PMI può essere difficile usarli
Il report non spiega le cause del divario, e non provo a dedurle dai numeri. La mia lettura, da chi lavora sull’organizzazione delle piccole imprese, è più semplice: la norma chiede incrementi misurabili e verificabili, quindi servono un punto di partenza, un obiettivo e un periodo di misura. A mio giudizio, partire da pochi indicatori che l’azienda già rileva e di cui si fida rende molto più semplice definire e verificare gli obiettivi del premio. Per questo credo che il nodo, prima che fiscale, sia di controllo di gestione.
Cosa fare adesso
Per una PMI che vuole valutare un premio di risultato per il 2026 o il 2027, il metodo che consiglio:
- Partire dal consulente del lavoro, per verificare se esiste un contratto territoriale applicabile al proprio settore e territorio, o se serve un contratto aziendale, e quali dipendenti rientrano nei requisiti: settore privato e reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente a quello in cui si riceve il premio.
- Scegliere pochi indicatori già misurati: tempi di consegna, scarti, margine per commessa, ore fatturabili. Meglio due affidabili che sei approssimativi.
- Fissare il punto di partenza e il periodo di osservazione, per poter verificare l’incremento secondo i criteri applicabili.
- Decidere chi misura e chi verifica il risultato, prima di firmare, non a fine anno.
- Depositare il contratto con la procedura telematica che il Ministero del Lavoro ha attivato dopo il decreto interministeriale del 25 marzo 2016 sulla detassazione: i dati del report vengono da questi depositi.
Sono decisioni da prendere con il consulente del lavoro e con le rappresentanze dei lavoratori dove ci sono: questo articolo non è una consulenza fiscale.
Domande frequenti
Quanto si paga di imposta sui premi di produttività nel 2026?
Per i premi erogati nel 2026 e nel 2027 l’imposta sostitutiva è dell’1%, entro 5.000 euro lordi, se sono rispettate le condizioni di legge. Il lavoratore può rinunciarvi per iscritto.
Chi può ricevere il premio con l’imposta all’1%?
I lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente a quello in cui ricevono il premio. In più il premio deve essere legato a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione misurabili e verificabili, secondo i criteri del decreto ministeriale, ed essere erogato in esecuzione di un contratto aziendale o territoriale.
Serve per forza un contratto aziendale?
Serve un contratto aziendale o territoriale, come previsto dall’articolo 51 del D.Lgs. 81/2015. Quale sia la strada giusta lo verifica il consulente del lavoro.
Quanto vale in media un premio di produttività?
Nei contratti attivi al 15 ottobre 2026 il valore medio annuo è di 1.757,97 euro, secondo il report del Ministero del Lavoro.
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