Bando Polaris+: 25 milioni per progetti STEM nelle scuole

Bando Polaris+: da 800.000 euro a 3 milioni per progetti STEM guidati da un ente non profit con almeno tre scuole. Scadenza 21 gennaio 2027, ore 13.

Il bando Polaris+ è l’avviso da 25 milioni di euro del Fondo per la Repubblica Digitale per progetti di formazione e orientamento nelle materie STEM rivolti a studenti e studentesse delle scuole secondarie. È stato pubblicato il 30 settembre 2026 sulla pagina ufficiale del bando e si chiude il 21 gennaio 2027 alle ore 13, con presentazione solo online sulla piattaforma Re@dy. Lo guida un soggetto privato senza scopo di lucro, come molti enti del terzo settore, in partenariato con almeno tre scuole.

Con contributi da 800.000 euro a 3 milioni per progetto, Polaris+ è pensato per reti strutturate, non per la singola associazione. I dati che seguono vengono dal testo del bando.

Bando Polaris+: chi può partecipare?

Il partenariato conta da tre a otto soggetti, capofila compreso: servono quindi almeno due partner oltre al capofila, e almeno uno deve essere un partner pubblico o senza scopo di lucro. Le scuole, almeno tre, si aggiungono fuori dal conteggio. I ruoli sono quattro:

  1. Soggetto responsabile (capofila): soggetto privato senza scopo di lucro, con l’assenza di scopo di lucro scritta nell’atto costitutivo o nello statuto, costituito da almeno due anni alla data di chiusura del bando, il 21 gennaio 2027, con atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, con sede legale in Italia. Non può essere un’associazione di categoria o un sindacato, presenta una sola proposta e non può essere partner in altre. Carica atto costitutivo, statuto, bilanci o rendiconti approvati delle ultime due annualità e il curriculum del responsabile di progetto, che deve essere un suo dipendente o collaboratore.
  2. Partner: soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro con sede legale in Italia. Ciascuno sta in una sola proposta, con regole particolari per università, centri di ricerca ed enti pubblici.
  3. Partner for profit, facoltativi: solo per attività di formazione e orientamento STEM che gli altri soggetti non sono in grado di svolgere in autonomia. Tutti insieme gestiscono al massimo il 30% del contributo richiesto e rientrano nel limite di otto.
  4. Partner scolastici: almeno tre scuole, fuori dal conteggio degli otto. Ogni scuola entra in una sola proposta, pena l’inammissibilità di tutte quelle in cui compare, e i beneficiari sono i suoi studenti.

Quanto vale e come sono divise le risorse

  • Contributo per progetto: da 800.000 euro a 3 milioni, compresa la quota dell’8% di costi indiretti; durata da 12 a 24 mesi.
  • Per area: 14 milioni per Nord e Centro, 11 milioni per Sud e Isole (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). Un progetto copre una o più regioni della stessa area, e più regioni sono un fattore premiale.
  • Per destinatari: ogni progetto sceglie un solo target, la secondaria di primo grado (7 milioni) oppure quella di secondo grado (18 milioni).

Le attività riguardano formazione STEM con metodi interattivi, orientamento curato da professionisti, anche con imprese, tirocini e PCTO, e la sensibilizzazione di docenti e famiglie come attività complementare. Non possono svolgersi online in modalità asincrona.

Come vengono valutati i progetti

Qualità della proposta 40%, struttura e qualità del partenariato 35%, coerenza della proposta 15%, fattibilità e organizzazione 10%. La struttura e la qualità del partenariato valgono il 35%: contano esperienza, competenze dimostrate nella formazione e nell’orientamento, complementarità dei soggetti. Le nuove proposte degli stessi partenariati già selezionati e sostenuti dal primo bando Polaris, eventualmente ampliati, possono ottenere fino a 3 punti premiali se prevedono beneficiari superiori di almeno il 75% rispetto all’obiettivo del progetto precedente. Il punteggio non è automatico.

Cosa comporta per l’ente, se il progetto viene selezionato

  • Cassa: anticipo del 25%; poi due pagamenti fino al 25% ciascuno e il saldo, liquidati previa rendicontazione delle spese effettivamente sostenute e quietanzate. Il Fondo può variare o non approvare le tranche dopo la verifica di risultati, obiettivi, numero di beneficiari e conformità delle attività realizzate.
  • Rendicontazione: il capofila rendiconta l’intero progetto, incluse attività e spese dei partner. Le spese dirette si rendicontano a costi reali; la quota dell’8% per costi indiretti non si rendiconta. Non sono ammissibili, fra le altre, le spese di progettazione della proposta, il lavoro volontario valorizzato e le spese per creare o sviluppare siti internet; è ammessa una landing page del progetto su un sito già esistente.
  • Valutazione d’impatto: l’Evaluation Lab, la struttura di cui si avvale il Comitato scientifico indipendente del Fondo, usa un metodo controfattuale, quindi servono più studenti idonei dei posti disponibili per formare un gruppo di controllo.

Cosa fare adesso

  1. Verificare i requisiti del capofila: costituzione da almeno due anni alla chiusura del bando, con atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, assenza dello scopo di lucro scritta nell’atto costitutivo o nello statuto, bilanci o rendiconti approvati delle ultime due annualità.
  2. Scegliere target e area prima dei partner: primo o secondo grado, una o più regioni della stessa area.
  3. Coinvolgere presto le scuole: ne servono almeno tre, ognuna può stare in una sola proposta, e i numeri di studenti devono reggere anche il gruppo di controllo.
  4. Disegnare ruoli e budget del partenariato: chi fa cosa, chi raccoglie i giustificativi, come si regge la cassa fra una tranche e l’altra.
  5. Registrare per tempo il capofila su Re@dy e far iscrivere ciascun partner, comprese imprese e scuole, perché aderisca alla proposta e compili i formulari di sua competenza. Il bando sconsiglia di registrarsi e presentare a ridosso della scadenza.

Per il contesto sulle competenze digitali vedi divario digitale in Italia e intelligenza artificiale; su come non perdere avvisi come questo, perché si perdono opportunità nella ricerca bandi.

Domande frequenti

Una scuola può essere capofila del bando Polaris+?

No. Le scuole partecipano solo come partner scolastici, ciascuna in una sola proposta.

Un’impresa for profit può partecipare?

Sì, ma solo come partner for profit, per attività di formazione e orientamento STEM che gli altri soggetti non sono in grado di svolgere in autonomia, e con al massimo il 30% del contributo richiesto per tutti i partner for profit insieme.

Il contributo copre le spese per scrivere il progetto?

No. Le spese di progettazione per presentare la proposta non sono ammissibili.

Entro quando si presenta la proposta?

Entro le 13 del 21 gennaio 2027, solo sulla piattaforma Re@dy.

Se il tuo ente sta pensando a una proposta su Polaris+, scrivimi a [email protected] con il target, l’area e le scuole che avete in mente: ti rispondo con un primo parere su partenariato, ruoli e sostenibilità organizzativa del progetto. Qui trovi come lavoro su bandi, finanziamenti e partenariati e sulla direzione operativa.

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