Rendicontazione 5 per mille: le nuove linee guida 2026
Il D.D. 257 del 15 ottobre 2026 aggiorna modelli e linee guida per la rendicontazione del 5 per mille: termini, soglia dei 20.000 euro, spese, sanzioni.
La rendicontazione 5 per mille è il processo con cui l’ente beneficiario documenta l’uso del contributo attraverso un rendiconto e una relazione illustrativa. Il 15 ottobre 2026 il Ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto direttoriale n. 257 del 15 ottobre 2026, che adotta modelli e linee guida aggiornati e sostituisce quelli dei decreti n. 488 del 2021 e n. 396 del 2022, come annunciato nella notizia del Ministero dello stesso giorno.
Il decreto riguarda i contributi del 5 per mille erogati dal Ministero del Lavoro, quindi gli enti del terzo settore iscritti al RUNTS, comprese le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma di società. Le linee guida valgono anche per i soggetti della disciplina transitoria prevista dal DPCM 23 luglio 2020, limitatamente ai contributi percepiti mentre era in vigore. La notizia del Ministero non elenca le differenze rispetto ai testi precedenti: chi ha ricevuto il contributo farebbe bene a rileggere le regole per intero, non solo i moduli.
Quali linee guida valgono per il tuo ente?
Dipende dall’anno finanziario e dall’importo:
- Allegato 1, modelli A e B: contributi dell’anno finanziario 2020 e, dal 2021, contributi inferiori a 20.000 euro;
- Allegato 2, piattaforma informatica: contributi pari o superiori a 20.000 euro dall’anno finanziario 2021, con rendiconto compilato sulla piattaforma "Cinque per mille" del portale servizi.lavoro.gov.it, con accesso tramite SPID o CIE.
Modelli, format dell’elenco dei giustificativi e manuale utente sono nella pagina sulla rendicontazione del contributo.
Rendicontazione 5 per mille: le scadenze, passo per passo
Le linee guida graduano gli obblighi in base all’importo. Chiamiamo T il termine per redigere il rendiconto, cioè 12 mesi dalla data di percezione del contributo.
- Tutti gli enti, qualunque sia l’importo: redigono il rendiconto e la relazione illustrativa entro T e li conservano in sede, con i giustificativi di spesa, per 10 anni dalla data di redazione.
- Solo dai 20.000 euro in su: trasmettono rendiconto e relazione entro 30 giorni da T. Per i contributi dal 2021 l’invio passa solo dalla piattaforma: i rendiconti mandati via PEC o raccomandata non sono presi in considerazione. Per i contributi dell’anno finanziario 2020 si usa invece la PEC [email protected], con il rendiconto datato e firmato dal legale rappresentante e la copia del suo documento d’identità. I giustificativi non si inviano.
- Solo dai 20.000 euro in su: pubblicano sul proprio sito, entro 60 giorni da T, gli importi percepiti, il rendiconto e la relazione. Per i contributi dal 2021 il documento da pubblicare è il PDF generato dalla piattaforma al termine dell’invio.
- Solo dai 20.000 euro in su: entro 7 giorni dalla pubblicazione comunicano al Ministero il link della pagina; per i contributi dal 2021 lo si fa sulla piattaforma, con la funzione "Modifica link", per quelli del 2020 via PEC.
Sotto i 20.000 euro la pubblicazione è facoltativa, ma il Ministero la raccomanda. Chi è obbligato e non ha un sito può pubblicare su quello della rete associativa a cui aderisce; non avere un sito idoneo equivale, per le linee guida, a violare l’obbligo di pubblicazione.
Quali spese si possono rendicontare?
Le spese devono essere pertinenti alle attività di interesse generale previste dallo statuto e, secondo le linee guida, effettive (il rendiconto segue il criterio di cassa), comprovabili, tracciabili, contabilizzate e conformi alla normativa sul 5 per mille. Devono ricadere nei 12 mesi successivi alla percezione, con la facoltà di includere quelle sostenute dalla pubblicazione, da parte dell’Agenzia delle entrate, dell’elenco definitivo degli ammessi con gli importi spettanti. Se però dopo quella pubblicazione emergono situazioni che bloccano temporaneamente l’erogazione, le spese sostenute fra la pubblicazione e la percezione restano a carico dell’ente.
Altri punti da tenere presenti:
- i giustificativi vanno annullati con la dicitura che la spesa è sostenuta con il "contributo cinque per mille" e l’anno finanziario; per fatture elettroniche e buste paga fa fede l’elenco dei giustificativi;
- vale il divieto di doppio finanziamento: una spesa già coperta da altri contributi entra solo per la parte residua;
- non sono ammesse le spese di pubblicità per le campagne sulla destinazione del 5 per mille, gli investimenti finanziari, multe e sanzioni, le spese pagate per compensazione, le spese poi rimborsate da altri (per la sola quota rimborsata) e quelle successive alla cessazione dell’attività;
- l’IVA conta solo se non è recuperabile; i contanti sono ammessi nei limiti di legge, ma non per le erogazioni ad articolazioni territoriali, soggetti collegati o affiliati ed enti terzi.
Per progetti pluriennali di durata massima triennale, con una delibera preventiva dell’organo competente secondo lo statuto, l’ente può accantonare in tutto o in parte il contributo e rinviarne l’uso fino a 36 mesi dall’accredito. L’importo accantonato va indicato nel rendiconto principale, entro i 12 mesi; una volta impiegate le somme, l’ente redige e trasmette la rendicontazione dell’accantonamento entro 36 mesi dalla percezione, con il modello B o sulla piattaforma, secondo il caso, anche se il contributo è sotto i 20.000 euro.
Cosa succede se non si rispettano le regole?
Se un ente obbligato non pubblica, il Ministero lo diffida a farlo entro 30 giorni; in caso di inerzia applica una sanzione pari al 25% del contributo percepito. Il contributo è invece soggetto a recupero, dopo contestazione e contraddittorio, in sei casi previsti dall’articolo 17 del DPCM 23 luglio 2020: tra questi, le somme non rendicontate, il mancato invio di rendiconto e relazione da parte degli enti tenuti a inviarli e l’uso per finalità diverse da quelle istituzionali. La restituzione va fatta entro 60 giorni dalla notifica, con rivalutazione ISTAT e interessi legali.
Cosa fare adesso
- Ricostruire per ogni anno finanziario data di percezione, importo e quindi linee guida applicabili.
- Mettere in calendario T per ogni contributo e, per quelli da 20.000 euro in su, anche T più 30 giorni, T più 60 giorni e i 7 giorni successivi alla pubblicazione, con una persona responsabile per ciascun passaggio.
- Tenere l’elenco dei giustificativi durante l’anno, non alla scadenza, con voce di spesa, data di pagamento, importo imputato al 5 per mille e breve descrizione.
- Decidere per tempo se accantonare, perché serve la delibera preventiva.
Il metodo che consiglio è trattare il 5 per mille come un piccolo progetto finanziato: chi spende, chi archivia, chi controlla. Ne parlo anche in innovazione nel terzo settore e intelligenza artificiale, dove il tema è come un ente organizza processi e responsabilità.
Domande frequenti
Un ente con meno di 20.000 euro deve inviare il rendiconto?
Il rendiconto principale no: lo redige con il modello A entro 12 mesi dalla percezione e lo conserva per 10 anni, pronto a esibirlo se il Ministero lo chiede. Se però ha accantonato una parte del contributo, una volta impiegate quelle somme deve redigere e trasmettere il modello B entro 36 mesi dalla percezione.
Si possono mandare i giustificativi insieme al rendiconto?
No. Si allega solo l’elenco dei giustificativi; gli originali restano in sede e si esibiscono in caso di verifica.
Se l’ente non ha un sito, come pubblica il rendiconto?
Se è tenuto a pubblicare, può usare il sito della rete associativa a cui aderisce. La mancanza di un sito non lo esonera dall’obbligo.
Le nuove linee guida valgono anche per i contributi già ricevuti?
Il decreto si applica ai contributi dell’anno finanziario 2020 e successivi, secondo la soglia dei 20.000 euro: l’allegato 1 dal 2020, l’allegato 2 dal 2021.
Se il tuo ente vuole mettere in ordine il processo della rendicontazione, dal calendario delle scadenze a chi tiene i giustificativi, scrivimi a [email protected] indicando il tipo di ente e gli anni finanziari da sistemare: ti rispondo con un primo orientamento organizzativo. Qui trovi come lavoro su bandi e rendicontazione e sulla diagnosi organizzativa.
